Progetto sensibilizzazione scuole

Introduzione.

 

Partendo dalla ratifica dell’Italia della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dalla quale emergono i seguenti punti:
- per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive  o sensoriale che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza  con gli altri;
- il valore di disabilità  non indica più un  assoluto della persona come in passato ma riguarda il rapporto tra la persona e il suo ambiente di riferimento;
- le persone con disabilità dovrebbero essere veramente autonome e indipendenti soprattutto per quanto riguarda la libertà di compiere le proprie scelte;
- le con persone disabilità  avranno la possibilità di partecipare in modo attivo e positivo a tutte le dimensioni della vita sociale.
L’importanza dell’accessibilità alle strutture fisiche, sociali, economiche e culturali, alla salute, all’istruzione, all’informazione e alla comunicazione, per consentire alle persone con disabilità di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.     
Promuovere una percezione positiva ed una maggiore consapevolezza sociale nei confronti delle persone con disabilità per la loro intrinseca dignità
progettazione universale , che è quella progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate
Insomma, sulla base dei punti precedenti e andando allo scopo di queste pagine ci si propone di  contribuire alla creazione di una società  integrata, che corrisponde a quella società in cui le differenze coesistono,convivono e si arricchiscono le une dalle altre.
Ma, visto che la nostra società e ancora ben lontana dall’essere “integrata”, bisogna agire sui canali che formano l’opinione pubblica e, nello specifico, tali canali sono rappresentati dalle tre seguenti  cellule: i mass- media, la famiglia e la scuola.
A questo punto si propone di organizzare tre tipi di interventi diversi.  
Cominciando dai mass- media, cioè  gli organi di informazione, si intende pensare ad un corso per gli operatori con  lo  scopo di analizzare i loro prodotti, sottolineando che la persona con disabilità non devi essere presentata solo e sempre unilateralmente (emarginata, assistita, impotente),ma come un cittadino qualsiasi, con tutti i diritti e i doveri che gli sono propri, facendo emergere la sua partecipazione attiva e positiva alla vita sociale.   
Può essere utile accennare al prototipo, visto che quando si pensa alla persona con disabilità, molti operatori dei media lo utilizzano per semplificare la realtà. Per fare in modo che ci si riferisca tutti al medesimo concetto, e utile riprendere il suo significato. In pratica  il prototipo è una semplificazione della realtà ossia un concetto formato di solito da un sostantivo +un aggettivo che serve a spiegare un qualcosa senza dilungarsi troppo.
Cosi, molto spesso, quando si parla delle persone con disabilità si pensa alle persone in carrozzina, come se tutte le persone con disabilità fossero in carrozzina . Questa è una semplificazione e ce lo dice a chiare lettere la Convenzione.
Andando avanti, si passa, poi, alle famiglie e alle scuole, prevedendo l’organizzazione di incontri e convegni, rivolti sia a tutti i cittadini  e, in particolare, alle famiglie.
 Per quanto riguardale scuole,  si fa presente  che  i concetti trasmessi dalla  scuola rappresentano dei momenti essenziali per ogni individuo, bisogna considerare che quei concetti  possono contribuire ad accrescere la responsabilità dei singoli.
È opportuno riprendere, per non creare incomprensioni, la definizione, gia citata sopra  che è la seguente: Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive  o sensoriale che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza  con gli altri.
Prima di tutto, bisogna  ricordare che questa  definizione è stata ufficialmente approvata dal Consiglio delle Nazioni Unite, che ha finalmente scelto di occuparsi delle persone con disabilità. Il concetto, che viene spiegato e illustrato negli articoli della Convenzione, ha un  significato  allargato e  comprende  un’enorme varietà di individui, per cui  è possibile,  parlare di persone con bisogni speciali
Di ciò devono essere informati soprattutto i ragazzi, che frequentano le scuole di oggi, perché saranno gli adulti di domani.   
Il progetto è pensato per indirizzarsi ai ragazzi delle scuole medie e delle scuole superiore, che  verranno condotti dai loro insegnanti, i quali parteciperanno loro stessi .Gli ’incontri si terranno nelle aule del CSV, dove verranno  utilizzati dei materiali didattici, atti a sviluppare la   collaborazione attiva degli studenti.
Va tenuto ben presente, inoltre, che ogni lezione deve essere proporzionata all’età dei ragazzi a cui si rivolge, visti come  potenziali fruitori.     
Ovviamente,sarà illustrata in modo diverso ai ragazzi delle scuole medie inferiore e a quelli delle superiori. Con i primi  si utilizzeranno metodi deduttivi con varie simulazioni e proiezioni di filmati; mentre con i secondi si utilizzeranno degli incontri con persone con disabilità.     
A questo punto, ci si propone di ragionare sull’idea che i ragazzi, secondo le loro esperienze di vita (con vicini, parenti o amici) si sono costruiti sulle persone con disabilità. A tal proposito, verranno distribuiti ai ragazzi dei fogli bianchi con una penna, chiedendo di scrivere almeno tre aggettivi o sostantivi a cui pensano per indicare le persone con disabilità.
……..  esaminati, letti e discussi i punti e le osservazioni  con tutti, si vedranno nei particolari quali sono le persone con disabilità o, comunque, con bisogni speciali.
Cominciando dalle persone con problemi fisici, ci si può riferire ad una sostanziale differenza tra quelle persone, la cui disabilità è stata causata da incidenti o eventualmente da malattie e quelle persone, che invece  sono colpite da malattie progressive. Una situazione stabile, infatti, crea o, meglio, può creare degli enormi problemi di adattamento non solo fisico, ma anche e, forse, soprattutto, a livello psicologico, ma una volta accettata la situazione si può pensare, con tranquillità, a risolvere i problemi della vita quotidiana. Invece, una situazione progressiva richiede che l’operazione di adattamento, di cui si parlava prima, va continuamente ripetuta e, a volte, non ce neanche il tempo di abituarsi. Si propone, a questo punto, di leggere alcuni pezzi del libro “La forza della dignità”,per esempio quando si parla del fatto che “avere una malattia progressiva può voler dire fare oggi delle cose che il giorno dopo non sono più possibili. Il fatto è che una certa attenzione permette di conoscere a fondo tutti i segnali inviati dal nostro corpo. A questo punto ci si trova di fronte a un dilemma: o ci si fa vincere e comandare dalla propria malattia,diventando quella che chiamerei “ larva della società”, oppure si sceglie di convivere, non passivamente, con la malattia, sfruttando, per così  dire, al meglio, quei segnali di cui parlavo prima.”  
Tornando di nuovo agli esempi della convenzione, si può vedere che vengono considerate anche le persone non autosufficienti, che devono essere tutelate affinché possano partecipare attivamente alla vita sociale e anche politica.
Tra l’altro, all’interno dello scopo si sottolinea  che la disabilità esiste soltanto quando le menomazioni di una persona  entrano in contatto, ossia interagiscono, con l’ambiente incontrando degli ostacoli che possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.
Ma allora bisogna andare a vedere insieme quali sono quegli ostacoli, che limitano o, addirittura impediscono alle persone con disabilità di compiere le proprie scelte.
In primo luogo si possono elencare tutti gli atteggiamenti sociali, come la pietà, la compassione, il dolore, la diversità, l’emarginazione, il disprezzo, l’intolleranza, che, però hanno cause e ragioni storiche ben lontani, ma che vanno a creare dei sentimenti di paura. In realtà, il discorso e molto complesso, ma si può concludere dicendo che ci si trova, molto spesso, di fronte ad una catena di sentimenti che si generano e si alimentano, rafforzandosi   gli uni con gli altri. Questi atteggiamenti possono arrivare fino al punto di passare da atteggiamenti sociali invisibili  ad atteggiamenti sociali visibili (tutte quelle manifestazioni della vita quotidiana che possono essere visti dagli altri, intesi come società). Accanto a ciò, si incontrano altri ostacoli di tipo fisico  all’ integrazione e partecipazione alla vita sociale.
Tali altri tipi di ostacoli possono essere rappresentati dalle barriere architettoniche. Di esempi possono essercene tanti, guardando anche solo alla nostra città (proiezione diapositive o giro per la città).
Ragionamento insieme sulle barriere.
In pratica, visto che tutto l’ambiente intorno ai cittadini e stato costruito con barriere (strade, porte strette, marciapiedi ect), per facilitare l’incontro delle persone con disabilità, bisogna trovare i modi per favorire l’accessibilità. Anche la convenzione affronta il tema appena citato, parlando dell’importanza dell’accessibilità alle strutture fisiche, sociali, economiche e culturali, alla salute, all’istruzione, all’informazione e alla comunicazione, per consentire alle persone con disabilità di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.     

Osservazioni conclusive
Quindi, promuovendo la diffusione di una corretta conoscenza della complessità della disabilità, ci si propone di promuovere una percezione positiva ed una maggiore consapevolezza sociale nei confronti delle persone con disabilità. Infatti le persone con disabilità hanno una loro  intrinseca dignità e quindi bisogna trasmettere, attraverso   tutti i livelli del sistema educativo,  un atteggiamento di rispetto per i diritti delle persone con disabilità.
In tal modo, si auspica di arrivare all’eliminazione della discriminazione, intesa come violazione della dignità e dei valore connaturati alla persona umana, in modo che venga riconosciuta e tutelata la diversità delle persone con disabilità.
Soltanto agendo da una parte sulla sensibilizzazione della società e, dall’altra, sull’accessibilità, si arriverà alla realizzazione di un mondo per tutti, dove vi sarà la progettazione universale , che è quella progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate.
                        
Perciò, ci si augura che il contenuto della Convenzione venga recepito sempre più da tutti i cittadini e entri a far parte del nostro vivere quotidiano.       
                                                                                                              
Con queste brevi note,  si intende  contribuire alla realizzazione dei principi contenuti nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in modo che anche la Regione Autonoma Valle D’Aosta possa diventare una Regione all’avanguardia e dimostri di essere un esempio di buona prassi.
L’intenzione di queste pagine è quella di diffondere  quanto più possibile i principi contenuti nella Convenzione sui diritti delle persone con disabilità , riconoscendo, come dice anche l’introduzione alla Convenzione, che “ il valore di disabilità  non indica più un  assoluto della persona come in passato ma riguarda il rapporto tra la persona e il suo ambiente di riferimento.”
Analizzando ad uno ad uno i vari principi in essa contenuti,si può capire che la loro realizzazione è solo essa potrà contribuire al fine ultimo di una società ideale, la dove  le persone con disabilità saranno veramente autonome e indipendenti soprattutto per quanto riguarda la libertà di compiere le proprie scelte.     
Tornando, poi, a queste pagine ci si propone di  contribuire alla creazione di una società  integrata, che corrisponde a quella società in cui le differenze coesistono,convivono e si arricchiscono le une dalle altre. Tale società verrà ad esistere quando le persone con disabilità  avranno la possibilità di partecipare in modo attivo e positivo a tutte le dimensioni della vita sociale.

Tesi
Ma, visto che la nostra società e ancora ben lontana dall’essere “integrata”, bisogna agire sui canali che formano l’opinione pubblica e, nello specifico, tali canali sono rappresentati dalle tre seguenti  cellule: i mass- media, la famiglia e la scuola.
Infatti i concetti trasmessi dalla famiglia e dalla scuola rappresentano dei momenti essenziali per ogni persona e possono contribuire ad accrescere la responsabilità dei singoli, che non po’ venir sostituita da nessuna legge o convenzione.  
Per ciò, ci si augura che il contenuto della Convenzione venga recepito sempre più da tutti i cittadini e entri a far parte del nostro vivere quotidiano.       
Prima di tutto, dobbiamo chiederci chi sono le persone con disabilità e, se andiamo a vedere la definizione ufficiale, cioè quella fornita dalla convenzione, vedremo  che il concetto a un  significato molto esteso. La definizione è la seguente:
 Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive  o sensoriale che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza  con gli altri.

PROGETT O
Il lavoro si indirizza ai ragazzi delle scuole medie e delle scuole superiore, che  verranno condotti dai loro insegnanti, i quale parteciperanno loro stessi. L’incontri si terranno nelle aule del CSV, dove verranno  utilizzati dei materiali didattici, atti a sviluppare la   collaborazione attiva degli studenti.
Anche se va tenuto ben presente che ogni lezione deve essere proporzionata all’età dei ragazzi a qui si indirizza, visti come  potenziali fruitori. In linea generale bisogna partire da una definizione delle persone con disabilità.     
Tale definizioni verrà illustrata, ovviamente, in modo diverso ai ragazzi delle scuole medie inferiore e di quelli superiori. Con i primi  si utilizzeranno metodi deduttivi con varie simulazioni e proiezioni di filmati; mentre con i secondi si utilizzeranno delle spiegazioni   
 Didattica                        
Come si può’ vedere, la precedente definizione si allarga ad un’enorme varietà di individui, per cui  è possibile,  parlare di persone con bisogni speciali. A questo punto, ci si propone di ragionare sull’idea che i ragazzi, secondo le loro esperienze di vita (con vicini, parenti o amici) si sono costruiti sulle persone con disabilità. A tal proposito, verranno distribuiti ai ragazzi dei fogli bianchi con una penna, chiedendo di scrivere al meno tre aggettivi o sostantivi a cui pensano per indicare le persone con disabilità.
……..  esaminate, lette e discusse i punti e le osservazioni  con tutti, si vedranno nei particolari quali sono le persone con disabilità o, comunque, con bisogni speciali.
Quando si pensa alla persona con disabilità, ci si serve di una semplificazione, che può venir chiamata prototipo . Visto che il prototipo ci accompagnerà a lungo e anche voi forse, senza saperlo, lo utilizzate per parlare della disabilità,  nella vostra vita di tutti giorni, bisogna  che tutti ci si riferisca alla stessa cosa. Sempre per non cadere in confusioni, il prototipo e una semplificazione della realtà ossia un concetto formato di solito da un sostantivo +un aggettivo che serve a spiegare un qualcosa senza dilungarsi troppo.
Cosi, molto spesso, quando si parla delle persone con disabilità si pensa alle persone in carrozzina, come se tutte le persone con disabilità fossero in carrozzina . Questa è una semplificazione e ce lo dice a chiare lettere la Convenzione .
È opportuno riprendere, per non creare incomprensioni, la definizione, che è la seguente: Per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettive  o sensoriale che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza  con gli altri.
Innanzitutto, come si può vedere, non si parla solo ed esclusivamente di persone con disabilità,  ma  si  intendono tutte le persone che presentino delle menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali . Fermandosi a ciò, si potrebbe già discutere a lungo .
Cominciando dalle persone con problemi fisici, ci si può riferire ad una sostanziale differenza tra quelle persone, la cui disabilità è stata causata da incidenti o eventualmente da malattie e quelle persone, che invece  sono colpite da malattie progressive. Una situazione stabile, infatti, crea o, meglio, po’ creare delle enorme problemi di adattamento non solo fisico, ma anche e, forse, sopra tutto, a livello psicologico, ma una volta accettata la situazione si po’ pensare, con tranquillità, a risolvere i problemi della vita quotidiana. Invece, una situazione progressiva richiede che l’operazione di adattamento, di qui si parlava prima, va continuamente ripetuta e, a volte, non ce neanche il tempo di abituarsi. Si propone, a questo punto, di leggere alcuni pezzi del libro “La forza della dignità”,per esempio quando l’autrice parla del fatto che “avere una malattia progressiva po’ voler dire fare oggi delle cose che il giorno dopo non sono più possibili. Il fatto è che una certa attenzione permette di conoscere a fondo tutti i segnali inviati dal nostro corpo. A questo punto ci si trova di fronte a un dilemma: o ci si fa vincere e comandare dalla propria malattia,diventando quella che chiamerei “ larva della società”, oppure si sceglie di convivere, non passivamente, con la malattia, sfruttando, per così  dire, al meglio, quei segnali di cui parlavo prima.”  
Tornando di novo ai esempi alla convenzione, si po’ vedere che vengono considerate anche le persone non autosufficienti, che devono essere tutelate affinché posano partecipare attivamente alla vita sociale e anche politica.
Tra l’altro, all’interno dello scopo si sottolinea  che la disabilità esiste soltanto quando le menomazioni di una persona  entrano in contato, ossia interagiscono, con l’ambiente incontrando degli ostacoli che possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.
Ma allora bisogna andare a vedere insieme quali sono quegli ostacoli, che limitano o, addirittura impediscono alle persone con disabilità di compiere le proprie scelte.
In primo luogo si possono elencare tutti gli atteggiamenti sociali, come la pietà, la compassione, il dolore, la diversità, l’emarginazione, il disprezzo, l’intolleranza, che, però hanno cause e ragioni storiche ben lontani, ma che vanno a creare dei sentimenti di paura. In realtà, il discorso e molto complesso, ma si po’ concludere dicendo che ci si trova, molto spesso, di fronte ad una catena di sentimenti che si generano e si alimentano, rafforzandosi   gli uni con gli altri. Questi atteggiamenti possono arrivare fino al punto di passare da atteggiamenti sociali invisibili  ad atteggiamenti sociali visibili (tutte quelle manifestazioni della vita quotidiana che possono essere visti dagli altri, intesi come società). Acanto a ciò, si incontrano altri ostacoli di tipo fisico  alla integrazione e partecipazione alla vita sociali.
Tali altri tipi di ostacoli possono essere rappresentati dalle barriere architettoniche. Di esempi possono essercene tanti, guardando anche solo alla nostra città (proiezione diapositive o giro per la città).
 Ragionamento insieme sulle barriere.
In pratica, visto che tutto l’ambiente intorno ai cittadini e stato costruito con barriere (stare, porte strette, marciapiede ect), per facilitare l’incontro delle persone con disabilità, bisogna trovare i modi per favorire l’accessibilità. Anche la convenzione affronta il tema appena citato, parlando dell’importanza dell’accessibilità alle strutture fisiche, sociali, economiche e culturali, alla salute, all’istruzione, all’informazione e alla comunicazione, per consentire alle persone con disabilità di godere pienamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.     

Conclusioni
Quindi, promuovendo la diffusioni di una corretta conoscenza della complessità della disabilità, ci si propone di promuovere una percezione positiva ed una maggiore consapevolezza sociale nei confronti delle persone con disabilità e ciò attraverso il passaggio in tutti i livelli del sistema educativo (…) un atteggiamento di rispetto per i diritti delle persone con disabilità.
In tal modo, si auspica di arrivare all’eliminazioni della discriminazione, intesa come violazione della dignità e del valore connaturati alla persona umana, in modo che venga riconosciuta e tutelata la diversità delle persone con disabilità.
Soltanto agendo da una parte sulla sensibilizzazione della società e, dall’altra, sull’accessibilità, si arriverà alla realizzazione di un mondo per tutti, dove vi sarà la progettazione universale , che è quella progettazione di prodotti, strutture, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate.
             

L'associazione

logo associazione girotondoL’Associazione, senza fini di lucro, è costituita da persone con disabilità fisica, psichica e/o sensoriale che vogliono essere protagoniste della propria vita e che collaborano con chiunque scelga di condividere il loro cammino verso l’autonomia come, per esempio, familiari, operatori tecnici e sociali interessati ad affrontare insieme le problematiche specifiche riguardanti le diverse forme di disabilità.

L’Associazione si ispira alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2006, sottoscritta e ratificata dall’Italia con legge 03 marzo 2009, n. 18.
L’Associazione intende contribuire allo sviluppo di una cultura che consideri la persona con disabilità come soggetto attivo, protagonista e responsabile della propria vita, favorendo la sua partecipazione a tutti gli ambiti di vita.
L’Associazione è aperta a tutti coloro che si rendono disponibili ad offrire una collaborazione gratuita.

 

ATTIVITA'

L’Associazione Girotondo di Aosta promuove ed organizza attività atte a favorire sia l’effettiva partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, sia l’emancipazione delle stesse.
L’associazione collabora con gli Enti e le Istituzioni pubbliche e private, sollecitandone, ove il caso, l’intervento, anche legislativo, per realizzare gli strumenti operativi idonei all’inclusione della persona con disabilità nel contesto sociale.

L’associazione Girotondo favorisce uno scambio di conoscenze ed esperienze, mediante contatti con altre realtà sociali operanti nel campo della disabilità, siano esse pubbliche o private della Valle d’Aosta.
Essa organizza e aggiorna in modo sistematico la raccolta di dati e informazioni relativi alla disabilità in Valle d’Aosta, alle esperienze a livello regionale e nazionale di promozione delle persone con disabilità e delle loro autonomie e sulla normativa in tema di disabilità.
L’associazione Girotondo, inoltre, programma attività di aggiornamento e studio.

L’Associazione per il raggiungimento delle sue finalità può costituire gruppi di lavoro composti da persone con disabilità, operatori tecnici, sociali e volontari, in riferimento anche al tipo di disabilità o agli argomenti di interesse dei soci stessi. Tali gruppi collaborano con il consiglio direttivo dell’Associazione.


FILOSOFIA

Dietro lo Statuto
La filosofia dello statuto di GIROTONDO poggia sulla constatazione che disagio e problemi non sono esclusivo appannaggio di chi vive la disabilità in prima persona e dei suoi famigliari, bensì vengono condivisi, seppur con differenti modalità e intensità, dagli operatori della scuola e della sanità e da tutte le persone che, in qualche modo, abbiano rapporti col mondo della disabilità.

La presenza all’interno dell’associazione, tra i soci ordinari, e nello stesso consiglio direttivo, di tre componenti distinte, genitori, operatori, amici, è una scommessa di crescita comune.
Se da un lato comporta la fiducia e il rispetto dei vari ruoli senza sostituzioni reciproche può, al tempo stesso, consentire una presa di coscienza critica e determinare una positiva revisione delle singole convinzioni e posizioni per convergere verso la “realizzazione del possibile”.

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